"Grasso è un presidente di garanzia ma credo anche che,
essendo stato eletto nel Pd, debba accettarne le indicazioni".
Questa la dichiarazione di Debora Serracchiani, vicesegretario
del PD e Presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia
Debora Serracchiani non ha alcun sentore del pensiero di uno
che lei evidentemente avrebbe rottamato, anche se oggi celebra ipocritamente
l’anniversario della sua scomparsa.
Sto parlando di Enrico Berlinguer e della sua chiara e forse
ancor oggi poco conosciuta convinzione riguardo alla “questione morale”.
Se si andasse in giro a chiedere alla gente che cosa si
intende con questa espressione certamente la stragrande maggioranza risponderebbe
che si riferisce alla corruzione dei politici.
Berlinguer aveva superato questo significato, inglobandolo
in una visione molto più alta e pervasiva.
Riporto il suo pensiero così come sintetizzato recentemente
da Scalfari.
Le istituzioni ciascuna nel suo
campo sono titolari dell'interesse generale; i partiti sono invece portatori di
una visione del bene comune, visione che differisce da partito a partito, si
confronta con le altre e riscuote il consenso degli elettori. Chi vince quella
competizione ha il diritto di influire sulla composizione del governo sapendo
però che quel governo nel momento stesso in cui si insedia deve perseguire
l'interesse generale sia pure tenendo presente la visione del bene comune
prevalente nel Parlamento.
Ai tempi della Prima Repubblica chi veniva eletto, per
esempio, sindaco si affrettava a dire che sarebbe stato il sindaco di tutti. A
me sembrava una strana dichiarazione, praticamente una excusatio non petita. Pensavo fosse pleonastico specificare che chi
viene eletto ad una carica pubblica non rappresenti più la sua parte, ma la
comunità intera.