La copertina del Venerdì
di Repubblica di questa settimana è dedicata a Oscar Farinetti, quello che ha
inventato Eataly,()
il supermarket della qualità.
Napolitano
due giorni fa a chi gli chiedeva se fosse ottimista ha risposto che l’ottimismo
è giusto se opposto al pessimismo ma non se diventa ingenuità.
Insomma il tema
dell’ottimismo prende quota proprio quando più buio si fa il panorama e la
lancetta dell’umore volge al pessimismo.
Del resto è logico: la
speranza è l’ultima a morire, come si dice fingendo di ignorare che nel momento
in cui lo dici é molto probabile che sia già morta.
Ma l’ottimismo e il
pessimismo sono una percezione della realtà o uno stato d’animo?
La
nota immagine, ripresa anche da Marco Cicala nell’articolo sul Venerdì, del
bicchiere mezzo pieno è ambigua quanto la domanda appena formulata. Facendo
leva sul verbo vedere (semanticamente legato al concetto di realtà), induce ad
avvalorare la tesi dell’ottimismo come percezione della realtà.
Ma si può smontare
facilmente: tu vedi il bicchiere mezzo pieno perché sei in uno stato d’animo
propositivo.
Per aiutarci a capire
bisogna avere il coraggio di ricorrere ad accostamenti blasfemi: Jovanotti e
Gramsci.
E’ noto che il buon
Lorenzo, che ha iniziato la sua carriera come DJ e pian piano si sta
consolidando come santone di intellettuali lievi (come me), un alias di quello
che è stato Renato Zero per i ragazzi delle borgate, Lorenzo dicevamo, afferma
di pensare positivo per il semplice fatto di essere vivo, ma subito corrobora
l’assioma con “...niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare...”.
Al contrario con Gramsci
siamo al pessimismo della ragione ma all'ottimismo della volontà.
La volontà può essere la
chiave di volta, la pietra che regge l'arco che va dall'ottimismo al pessimismo
e viceversa.
Teniamo presente, però,
che la pietra (quella vera della volta) veniva lavorata, per renderla
"acconcia" al compito che le si affidava.
La volontà va dunque
“lavorata”, corroborata.
Non c'è bisogno di andare
oltre. Lavorando sulla volontà si può restare su un accettabile equilibrio. Una
determinazione propositiva può aiutarci ad uscire dalla percezione della realtà
e dallo stato d'animo e rendere giustizia al pessimismo e all'ottimismo
collocandoli nello spazio dell'azione e non in quello del pensiero.
O sono troppo ottimista?
O è talmente alto il
livello del pessimismo da farmi nascondere dietro pseudo ragionamenti per non
vedere l’orrore che abbiamo intorno?
e un po' per non morir
I tifosi romani
(o forse è più giusto parlare di simpatizzanti) sia romanisti che laziali, a
mio parere tendono a mostrare la loro fede (o forse è meglio dire appartenenza)
sportiva quando la loro squadra è al comando. In questo periodo a Roma è
frequente incontrare uomini con casacche giallorosse o vedere sciarpe esposte
sul cruscotto posteriore dell’auto. Lo stesso era successo un paio di anni fa
con la Lazio prima in classifica per diverse giornate.
Quando invece la squadra va male i simpatizzanti disertano;
preferiscono non mostrarsi.
In politica invece
molti si comportano in maniera opposta. Se il loro partito di riferimento è al
comando -leggi Governo- tendono a dissimulare la loro appartenenza. In pieno
berlusconismo, per esempio, parlando con la gente sembrava nessuno l’avesse
votato. Quando invece sono (o si sentono) all’opposizione non perdono occasione
per mostrarsi e dichiararsi.
A ben pensarci è abbastanza ovvio; a partire da “piove governo ladro”
in poi protestare, dirsi contro, criticare è lo sport preferito in ogni Paese.
E noi siamo campioni del mondo.

NON APRITE QUEL CANCELLO!!
Disperata invocazione di tutti (spero proprio
tutti) gli italiani rivolta a quella che viene definita in genere classe
politica... senza un minimo di classe.
Pochi forse lo sanno ma Farinetti dopo le parole di
Calderoni sul Ministro Kyenge ha detto "A Eataly è vietato l'ingresso a
persone come Calderoli, non può entrare per motivi di igiene." Non è
pertinente con il testo ma mi è sembrato utile ricordarlo