venerdì 18 luglio 2014

La Pubblicità

Per essere efficace la pubblicità spesso si affida a campagne che puntano all’effetto “pugno nello stomaco”. Oliviero Toscani è stato uno dei precursori del genere; ricordate il manifesto per i jeans Jesus?
Ma ormai la provocazione sessuo/religiosa non tira più di tanto.
In tempo di crisi si acuiscono i timori: per il futuro, quindi per la vita, quindi per la morte.
Ecco, allora l’idea; colpire allo stomaco parlando della morte in modo irriverente, violento, blasfemo.
Non so chi sia l’art director che sta conducendo la campagna pubblicitaria di una ditta di onoranze funebri, che non cito per non farle pubblicità; certo è che ottiene il suo scopo. Tutti parlano dei
“manifesti choc” comparsi per le strade di Roma, con l’ultima trovata di trasformare le ceneri del marito (è notorio che muoiono prima gli uomini) in un diamante.
Con un tocco di genio in più; come contorno al piatto forte, al pugno nello stomaco, una spalmata di banalità/luoghi comuni: è ovvio che la moglie vuole il diamante; è ovvio che non può comprarlo lei ma deve aspettare che il marito glielo regali; è ovvio che il marito non vuole scucire soldi: ma adesso non si può opporre.

Si sa, i poeti sono profeti, perché vedono la realtà prima che questa si manifesti; leggete questa strofa di “Carne umana per colazione” di Francesco De Gregori e ditemi se non ho ragione.

C'è una luce in mezzo al cielo
proprio dove stai guardando tu
c'era una volta un mondo intero
e adesso non esiste più
però esisteva veramente
ed è finito non si sa come
non ne è rimasto quasi niente
a parte l'eco di una radiazione
Ehi, da qui all'eternità
carne umana per colazione.