Agli inizi si parlava di facebook come di uno
strumento per restare in contatto con i vecchi amici di scuola.
Giustamente. Infatti Mark Zuckerberg e i suoi
compagni lo avevano progettato proprio per questo ed era riservato solo agli
studenti dell’Università di Harvard.
Non voglio raccontare la storia di facebook ma
sfiorare una trama di sentimenti.
Facebook ti avverte se qualche tuo amico compie
gli anni. A volte, per una sorta di catena di sant’Antonio che ti fa accettare
l’amicizia di amici > di amici > di amici, ti ritrovi con il click pronto
e non sai se dare o non gli auguri a quel tizio che compie gli anni quel
giorno. Chissà chi è? Magari è di destra destra. Ma perché gli ho dato
l’amicizia?
Più spesso, però, ti fa piacere avere l’occasione
di ricordare un amico vero o, se vogliamo essere più precisi, una persona che
ricordi benissimo e che negli anni passati hai frequentato avendone stima
allora e un buon ricordo oggi.
E
fin qui la trama di sentimenti che cerco di tracciare ha connotati noti.
Ma qualche giorno fa mi sono trovato con il click
pronto per fare gli auguri ad un amico (vero); lui spesso “mi segue” e lascia i
suoi “mi piace” sotto i miei post. Mentre cercavo una frase simpatica,
spiritosa (perché devo in un certo senso mantenere un certo standard che qualcuno si aspetta da me), mentre pensavo, scorrevo gli auguri che altri
avevano inviato. Uno diceva “Un caro ricordo”. Allora mi è venuto un sospetto
atroce. Mi sono messo a controllare la pagina facebook del mio amico. Era pieno
di auguri, tutti però con un sapore di rimpianto. Sono andato in Internet a
cercare sue notizie e le ho trovate. È scomparso nel settembre del 2015.
Ma ha aggiornato il suo profilo il 10 marzo 2016.
Evidentemente qualcuno lo ha aggiornato per lui.
Qui la trama dei miei sentimenti è diventata
altro; è diventata un misto di tenerezza e di sgomento. Come se all’improvviso
facebook, strumento così terreno, esaltasse la sua natura eterea, inconcreta,
che è diverso da astratta.
Mi sono sentito immerso nel culto dei Lari e della luce perpetua cristiana.
Per una volta ho messo da parte lo spirito
critico/analitico che in genere mi porta a leggere gli avvenimenti e purtroppo
anche i sentimenti con il criterio del diagramma di flusso,
dove ogni passaggio
richiede la scelta tra due opzioni.
Il sentimento non richiede scelte così nette.
Il mio amico era un poeta e scrittore. Qualcuno ha
ripescato una sua poesia degli anni del liceo, pubblicata nella rubrica
“Giudicatela voi” del giornale studentesco.
Per un attimo è riaffiorata la mia tendenza
all’analisi: facebook può essere un luogo dell’anima per tutti o questo aspetto
è riservato solo ai poeti?
Ma per una volta voglio restare sospeso sulla
trama dei sentimenti, piangere il mio amico e augurargli buon compleanno come
hanno fatto tanti altri scrivendo sul suo profilo come se lui fosse tra noi.