domenica 6 ottobre 2013

Chi beve birra


Non era una notte buia e tempestosa come quelle di Snoopy.

Al contrario il sole bruciava; i soldati del plotone di esecuzione erano in attesa, con il fucile accanto al piede destro come previsto nell’addestramento formale per la posizione di riposo.
Il condannato uscì dalla porticina alla sinistra del cortile circondato dalla scorta. Un fremito percorse tutti, sia quelli che erano convinti che dovesse essere abbattuto, sia quelli che pensavano fosse più utile (non giusto) lasciarlo ancora in vita.
Si avvicinò il prete; bastarono pochi secondi di colloquio perché il condannato era sereno e pronto.
Si fece quindi avanti il comandante del plotone che pronunciò la domanda di rito: “Vuoi esprimere un ultimo desiderio?”
Il condannato sentì le gocce di sudore scendere dalla fronte e si guardò i bottoni della camicia per vederle cadere. All’improvviso gli tornò in mente un vecchio slogan pubblicitario “Chi beve birra campa cent’anni” e pensò che quello poteva essere il solo grammo di speranza. Al peggio di sarebbe solo rinfrescato la gola.
Portarono un boccale di birra che il condannato bevve lentamente ma tutto d’un fiato.
Lo slogan risultò vero; il tempo però si fermò e tutti restarono in attesa che il condannato compisse il suo centesimo compleanno. Lui rimase lì continuando a sudare e a temere che qualche soldato, stanco, lasciasse partire un colpo o forse sperando che in qualche modo quella tortura avesse fine.

Morale. Sarà stato un bene per Letta avere avuto la fiducia e continuare a governare sempre comunque con i fucili puntati su di lui?


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