lunedì 28 aprile 2014

Un piccolo ragionamento sul voto europeo

Il 25 maggio si vota per il Parlamento europeo.
Gli argomenti che tengono banco in questo avvio di campagna elettorale riguardano l’uscita dall’Unione Europea e l’uscita dall’Euro.
Chiariamo subito: sono due decisioni che non possono essere prese dal Parlamento europeo, ma da quello italiano.
Mi sembra evidente, quindi, che seppure la Lega vincesse le elezioni, con una schiacciante maggioranza e avesse anche nel Parlamento europeo la maggioranza perché alleato con gruppi politici che portano avanti le stesse idee, dicevo, nonostante questo mirabolante risultato, a Bruxelles non potrebbe votare l’uscita dell’Italia dall’Euro o dall’Unione.
Lo stesso dicasi per il Movimento 5 Stelle. Seppure lasciassero, in Europa, la turris eburnea in cui si sono arroccati in Italia e si impegnassero attivamente nella azione politica, ugualmente non potrebbero modificare la posizione del nostro Paese riguardo all’euro e all’Europa. Né potrebbero chiedere al Presidente Napolitano (come dice Grillo) di sciogliere il Parlamento italiano in seguito alla loro vittoria nel Parlamento europeo.
Sinceramente: l’intento di questo ragionamento non è di propaganda elettorale. Non mi schiero a favore di questo o quel partito/movimento e nemmeno sollecito il dovere civico di votare. Non mi associo quindi all’ipocrita campagna televisiva che elenca tutti i benefici che provengono dall’essere parte dell’Unione Europea e ha la spudoratezza di annotare “per informare, non influenzare”.
Per quanto mi riguarda ritengo che non si possa dire che, criticando la posizione di Lega e M5S, già mi sono schierato; se avete seguito il ragionamento, onestamente dovreste riconoscere che il fine è soltanto quello di fare chiarezza.
Credo che purtroppo pochissimi (e sono ottimista) leggano i programmi dei partiti/movimenti prima di votare per le europee, le politiche e perfino per le amministrative. Bisognerebbe farlo; io per primo dovrei farlo perché potrei trovare nel programma della Lega o del M5S qualcosa che chiarisca come intendono procedere, una volta eletti, per conseguire il fine che si sono proposto che, in definitiva, coincide in gran parte con il motivo per cui sono stati votati.
Il fatto è che ormai la nostra informazione politica è appiattita su Porta a porta, Ballarò e altre arene in cui, inevitabilmente, si parla (o si urla) per slogan e quindi non riusciremo mai a distillare la cosa giusta.
Questa nota potrebbe essere un piccolo contributo; coloro che hanno intenzione di votare M5S o Lega ovviamente lo faranno anche se per caso la leggessero.
Forse però, prima di farlo potrebbero chiedere ai loro referenti cosa intendono fare per provocare l’uscita dell’Italia dall’Unione e/o dall’euro una volta eletti al Parlamento europeo.

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