Il 25 maggio si vota per il Parlamento europeo.
Gli argomenti che tengono banco in questo avvio di campagna
elettorale riguardano l’uscita dall’Unione Europea e l’uscita dall’Euro.
Chiariamo subito: sono due decisioni che non possono essere
prese dal Parlamento europeo, ma da quello italiano.
Mi sembra evidente, quindi, che seppure la Lega vincesse le
elezioni, con una schiacciante maggioranza e avesse anche nel Parlamento
europeo la maggioranza perché alleato con gruppi politici che portano avanti le
stesse idee, dicevo, nonostante questo mirabolante risultato, a Bruxelles non
potrebbe votare l’uscita dell’Italia dall’Euro o dall’Unione.
Lo stesso dicasi per il Movimento 5 Stelle. Seppure
lasciassero, in Europa, la turris eburnea
in cui si sono arroccati in Italia e si impegnassero attivamente nella azione
politica, ugualmente non potrebbero modificare la posizione del nostro Paese
riguardo all’euro e all’Europa. Né potrebbero chiedere al Presidente Napolitano
(come dice Grillo) di sciogliere il Parlamento italiano in seguito alla loro
vittoria nel Parlamento europeo.
Sinceramente: l’intento di questo ragionamento non è di
propaganda elettorale. Non mi schiero a favore di questo o quel
partito/movimento e nemmeno sollecito il dovere civico di votare. Non mi
associo quindi all’ipocrita campagna televisiva che elenca tutti i benefici che
provengono dall’essere parte dell’Unione Europea e ha la spudoratezza di
annotare “per informare, non influenzare”.
Per quanto mi riguarda ritengo che non si possa dire che, criticando
la posizione di Lega e M5S, già mi sono schierato; se avete seguito il ragionamento,
onestamente dovreste riconoscere che il fine è soltanto quello di fare
chiarezza.
Credo che purtroppo pochissimi (e sono ottimista) leggano i
programmi dei partiti/movimenti prima di votare per le europee, le politiche e
perfino per le amministrative. Bisognerebbe farlo; io per primo dovrei farlo
perché potrei trovare nel programma della Lega o del M5S qualcosa che chiarisca
come intendono procedere, una volta eletti, per conseguire il fine che si sono
proposto che, in definitiva, coincide in gran parte con il motivo per cui sono
stati votati.
Il fatto è che ormai la nostra informazione politica è appiattita
su Porta a porta, Ballarò e altre arene in cui, inevitabilmente, si parla (o si
urla) per slogan e quindi non riusciremo mai a distillare la cosa giusta.
Questa nota potrebbe essere un piccolo contributo; coloro
che hanno intenzione di votare M5S o Lega ovviamente lo faranno anche se per
caso la leggessero.
Forse però, prima di farlo potrebbero chiedere ai
loro referenti cosa intendono fare per provocare l’uscita dell’Italia
dall’Unione e/o dall’euro una volta eletti al Parlamento europeo.
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