domenica 4 maggio 2014

Mi informo e riferisco

Avevo detto che in vista del voto europeo sarebbe bene informarsi un po’ attingendo a fonti diverse dai vari Porta a porta.
Ho letto qualche giorno fa l’articolo di Andrea Bonanni, corrispondente da Bruxelles per La Repubblica e mi è sembrato utile saccheggiarlo per condividerlo.
Intanto una cosa che non sapevo: per poter costituire un gruppo parlamentare a Bruxelles occorre un minimo di 25 eurodeputati di almeno 7 nazionalità diverse.
Il numero necessario non spaventerebbe il M5S e nemmeno Le Pen, ma la seconda condizione potrebbe essere determinante.
Se gli euroscettici (che è un modo al limite dell’ipocrisia di definire chi si batte contro l’Unione Europea) si riunissero tutti in un unico gruppo politico avrebbero forse la maggioranza, ma non si può certo immaginare che Tsipras formi un gruppo politico con Le Pen; ma anche Grillo e Le Pen sono inconciliabili e perfino l’UK Independence Party e i Conservatori inglesi, entrambi ma in diverso modo contrari all’Europeismo, si accaserebbero tra loro. Cosa che non farebbero M5S e Lega; quest’ultima sarebbe casomai intenzionata ad entrare in un gruppo politico con Le Pen, che a sua volta non vuole allearsi né con i neonazisti ungheresi né con Alba Dorata dei greci.
Insomma una serie di incompatibilità che renderanno molto difficile, per i partiti che si oppongono all’Europa, all’Euro e via dicendo, formare un gruppo politico né tantomeno entrare in uno dei gruppi già costituiti.
Considerato che se non si è in un gruppo politico e non se ne è costituito uno nuovo non si può prendere parte alla Riunione dei capigruppo, ne deriva che non si ha voce in capitolo per distribuire gli incarichi nelle commissioni, programmare i lavori del Parlamento e perfino ripartire i finanziamenti.
Ma seppure in qualche modo, raccogliendo eurodeputati svincolati da rapporti con i gruppi politici, riuscissero a formare un gruppo, risulterebbero minoritari anche perché, per reazione agli eurocontro, il fronte europeista si compatterebbe; come già hanno fatto popolari, socialisti e liberali per decidere tra loro il nome da designare alla carica di Presidente Commissione.
Potremmo allora assistere a una sorta di edizione europea delle larghe intese.
Mi viene in mente Gaber che diceva dei brigatisti che gli avevano tolto il gusto di essere incazzato personalmente.

Adesso devo incazzarmi con M5S, Lega, Le Pen, ecc. perché mi costringono a ingoiare le larghe intese europee?

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