Avevo detto che in vista del voto europeo sarebbe bene
informarsi un po’ attingendo a fonti diverse dai vari Porta a porta.
Ho letto qualche giorno fa l’articolo di Andrea Bonanni,
corrispondente da Bruxelles per La Repubblica e mi è sembrato utile saccheggiarlo per condividerlo.
Intanto una cosa che non sapevo: per poter costituire un
gruppo parlamentare a Bruxelles occorre un minimo di 25 eurodeputati di almeno
7 nazionalità diverse.
Il numero necessario non spaventerebbe il M5S e nemmeno Le
Pen, ma la seconda condizione potrebbe essere determinante.
Se gli euroscettici (che è un modo al limite dell’ipocrisia
di definire chi si batte contro l’Unione Europea) si riunissero tutti in un
unico gruppo politico avrebbero forse la maggioranza, ma non si può certo
immaginare che Tsipras formi un gruppo politico con Le Pen; ma anche Grillo e
Le Pen sono inconciliabili e perfino l’UK Independence Party e i Conservatori
inglesi, entrambi ma in diverso modo contrari all’Europeismo, si accaserebbero
tra loro. Cosa che non farebbero M5S e Lega; quest’ultima sarebbe casomai intenzionata
ad entrare in un gruppo politico con Le Pen, che a sua volta non vuole allearsi
né con i neonazisti ungheresi né con Alba Dorata dei greci.
Insomma una serie di incompatibilità che renderanno molto
difficile, per i partiti che si oppongono all’Europa, all’Euro e via dicendo, formare
un gruppo politico né tantomeno entrare in uno dei gruppi già costituiti.
Considerato che se non si è in un gruppo politico e non se
ne è costituito uno nuovo non si può prendere parte alla Riunione dei
capigruppo, ne deriva che non si ha voce in capitolo per distribuire gli
incarichi nelle commissioni, programmare i lavori del Parlamento e perfino
ripartire i finanziamenti.
Ma seppure in qualche modo, raccogliendo eurodeputati
svincolati da rapporti con i gruppi politici, riuscissero a formare un gruppo,
risulterebbero minoritari anche perché, per reazione agli eurocontro, il fronte
europeista si compatterebbe; come già hanno fatto popolari, socialisti e
liberali per decidere tra loro il nome da designare alla carica di Presidente
Commissione.
Potremmo allora assistere a una sorta di edizione europea
delle larghe intese.
Mi viene in mente Gaber che diceva dei
brigatisti che gli avevano tolto il gusto di essere incazzato personalmente.
Adesso devo incazzarmi con M5S, Lega, Le Pen, ecc. perché mi
costringono a ingoiare le larghe intese europee?
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