Chiunque venga accusato di atteggiamenti omofobi si
appresta a dichiarare di avere “amici gay”. Viene proprio da pensare che ci sia
una sorta di racket dei gay che li affitta a persone omofobe per fare da scudi
umani contro il fuoco di fila degli ostinati difensori del pianeta LGBT.
Naturalmente nel vedere il gran numero di persone
che professano la loro vicinanza agli omosessuali e ancor più il grande
sventolare di nastri arcobaleno in occasioni pubbliche da parte di personaggi famosi
e non, mi viene il sospetto che anche quei nastri e quelle dichiarazioni siano
scudi interni, a difesa del proprio stesso pensiero profondo.
Perché nell’incrociare un ragazzo con movenze
“sospette” viene da dire “secondo me è gay” e invece nel vedere un bell’uomo,
uno con lo sguardo da “acchiappo” non diciamo “secondo me quello tradisce la
moglie”? E ancora. Di fronte ad una donna con minigonna e labbra (ed altro)
rifatte immancabilmente vengono alla mente certi aggettivi e di una donna con
atteggiamento e abbigliamento di tutti i giorni non ci vengono in mente
aggettivi di sorta; se poi la stessa va a ricoprire qualche carica pubblica
viene da dire “sembra che abbia appena lasciato i fornelli”.
Di certo non ci viene in mente alcun aggettivo per
noi stessi.
Da ieri abbiamo a disposizione un altro scudo:
Marco Pannella defunto. Perché certo da vivo non si sopportava o al massimo su
di lui si ironizzava. E non parlo di me, qualunquista di turno, parlo per
esempio di “Io se fossi Dio” di Giorgio Gaber.
Compagno radicale,
la parola compagno non so chi
te l'ha data, ma in fondo ti sta bene, tanto ormai è squalificata,
compagno radicale, cavalcatore
di ogni tigre, uomo furbino ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara
un po' a casaccio e dall'altra si riempiono le galere di gente che non centra
un cazzo!
Compagno radicale, tu occupati
pure di diritti civili e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro
referendum questa volta per sapere dov'è che i cani devono pisciare!
Ma ora,
visto che non c’è più e che non può più dare fastidio, ora Macaluso può dire:
“Per la sinistra italiana Pannella è stato
un cugino. Un cugino che ci dava calci, che non ci accarezzava. Ma sempre un
interlocutore, mai un nemico. E del resto l’utilizzo della parola ‘compagni’
non è casuale: Marco si è sempre riconosciuto nella sinistra, a modo suo.”
Non ho osato andare a ricercare quello che
si disse di lui quando si alleò con Berlusconi.
Ora si ricorda la coraggiosa candidatura ed
elezione di Ilona Staller e si dimentica l’oscena vignetta di Forattini che qui
non descrivo per pudore censorio.
L’unico necrologio che non sa di “coccodrillo”
(ma forse ce ne sono altri che non ho letto) credo sia quello di Scalfari, con
il suo onesto addio a Marco.
Gli scudi, però, possono interporsi tra noi
e la realtà, ma non la possono cancellare; come dice un proverbio romano “Amore,
tosse e rogna nun s’annisconneno”.
PS. Se vi fosse sfuggito l’articolo di
Scalfari e vorreste leggerlo ecco il link.
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