sabato 22 ottobre 2016

I like facile

Il web, lo sanno tutti, è fonte di informazione e -losannotutti- serbatoio di falsi e tranelli.
Ma i losannotutti spesso non ci fanno caso.
L’episodio. Un sito ha riprodotto la preghiera degli alpini censurata dal Vescovo che ne avrebbe impedito la recitazione in chiesa in quanto urtava la sensibilità dei pacifisti e dei profughi. Il sito, facendosi paladino della tradizione cristiana contro questo assurdo divieto, invitava tutti a diffondere il post: “fatelo girare a raffica” suonava l’invito, suggerendo un improbabile collegamento con la mitragliatrice come mezzo di diffusione del pensiero.
Molti losannotutti hanno aderito all’invito non preoccupandosi di verificare l’attendibilità della notizia. Era sufficiente invece digitare sul Google “Preghiera censurata” per sapere che l’episodio risale all’agosto scorso e aveva creato scalpore perché riportato da “Il Giornale” con una versione che ha costretto il Vescovo di Vittorio Veneto e Sacile a intervenire per precisare di non aver mai censurato e vietato la recitazione della preghiera. “In realtà – prosegue il Vescovo - il sacerdote celebrante […] si era limitato a chiedere […] la sostituzione della parola “armi” con “animi” e della parola “contro” con “di fronte”. Gli Alpini non hanno accettato la proposta e hanno deciso di uscire dalla chiesa e recitare la preghiera all’esterno.
Si trattava quindi di sostituire l’espressione “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana” con “Rendi forti i nostri animi di fronte a chiunque minacci …”
Ma perché avanzare questa richiesta che, sia pure esile, esprimeva comunque un dissenso rispetto all’espressione originaria?
Secondo me era semplicemente un tentativo di adeguare la preghiera alle mutate condizioni socio politiche; oggi nessun sacerdote si presterebbe a benedire i cannoni dell’esercito che va in guerra. Un secolo fa era normale, si faceva anche sapendo che dall’altra parte della barricata c’era un sacerdote che benediceva a sua volta i cannoni dei “nemici”.
Ma a questo punto qualcuno di voi può obiettare che anch’io mi accontento dei quello mi fa comodo aver trovato in internet senza approfondire ulteriormente per determinare onestamente quale versione è quella giusta.
In effetti su Repubblica del 17 agosto si inscrive l’episodio nell’ambito di una polemica tra la Chiesa e la Lega. Il sacerdote aveva fatto notare ai rappresentanti degli Alpini che il riferimento alla difesa del territorio sembrava anacronistico in un momento in cui folle di disperati premono ai nostri confini.
E sembrerebbe che a seguito della reazione degli alpini che hanno abbandonato la funzione religiosa, la Diocesi abbia vietato la recita della preghiera nelle funzioni liturgiche; cosa che, come abbiamo visto, viene smentita dal Vescovo.
Lo scopo del mio discorso, però, non è stabilire come siano andati realmente i fatti, ma solo sottolineare la necessità di essere prudenti prima di cliccare “mi piace”.

P.S. Per chi ha letto il mio precedente post. Il TAR mi ha dato ragione sentenziando che il quesito del referendum costituzionale è stato già approvato dalla Corte di Cassazione e il Tar non è il luogo adatto per ricorrere.
Siccome sono certo che i ricorrenti conoscevano benissimo l’iter giuridico e sapevano che il ricorso sarebbe stato respinto mi chiedo qual era lo scopo del ricorso stesso, il cui esito ha rafforzato Renzi. Se poi non lo avevano previsto …



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