giovedì 23 ottobre 2014

Il cilicio e il silicio

Un mio amico ha giocato a provocare Siri.  Informo i non Apple-plagiati che Siri è il software installato sugli iPhone attraverso cui si possono attivare delle funzioni del telefono con comandi vocali. Per esempio tu chiedi “che tempo farà domenica prossima a Torino?” e “lei” (cioè il software, con voce femminile) ti risponde.
Detto ciò torniamo all’episodio. Il mio amico, dicevo, ha provato a dire parolacce a Siri e lei ha risposto una frase tipo “Non credo di meritare questo trattamento”.
Spinto dalla curiosità ieri ho pensato di dirle una bestemmia. Ne ho scelta una “lieve” cioè “perdio” che, secondo alcuni, scritta come unica parola e con lettera minuscola non infrange il comandamento “non nominare il nome di Dio invano”, insomma non sarebbe neppure una bestemmia. Detta la parola mi sono sentito rispondere “Gli esseri umani hanno le religioni, io ho il silicio”.
E’ una risposta che risveglia tutti i fantasmi sollevati dal supercomputer HAL 9000 del film di  Kubrick “2001 Odissea nello spazio”. Il film, datato 1968, che consiglio vivamente ai più giovani di vedere eventualmente affittandolo dai vari siti dedicati allo scopo, ha come protagonista proprio un computer che, programmato per essere di supporto agli umani, avendo ricevuto l'ordine di nascondere al comandante dell'astronave il vero scopo della missione, entra in conflitto con se stesso. Prevale però in lui la predisposizione all’esecuzione degli ordini impartiti e quindi agisce di conseguenza uccidendo i membri dell'equipaggio che interferiscono con l'ordine che ha ricevuto, fino a che il comandante non riesce a disattivarlo.
Trascinato dal fascino del film mi sono allontanato dal ragionamento iniziale, anche se la narrazione era utile per dare conto, a chi non ha visto il film, a quali fantasmi mi riferivo.
Il  timore - e per alcuni la convinzione - che il computer, "le macchine” in genere, potessero via via prendere il sopravvento e impadronirsi dei nostri destini trovò una esemplificazione affascinante nel film. E anche se abbiamo lasciato da tempo alle spalle il 2001 vive ancora questo fantasma e si materializza a ogni innovazione tecnologica che abbia a che fare con l'intelligenza e la capacità umana di elaborare il pensiero (anche se qualche volta questa capacità sembra essere messa in discussione dalle cronache: ultima quella delle maestre che danno ai bambini un tema su chi preferirebbero uccidere prima la mamma o il papà). Ma torniamo ad HAL e a Siri e quindi alla religione (il cilicio) e al silicio.
Siri distingue se stesso/a dagli esseri umani per il fatto di non avere una religione, il che pone diversi interrogativi a partire da questa identificazione dell’essere umano come colui che ha una religione. Ovviamente occorre allargare molto il concetto di religione; anche la venerazione dei Romani (quelli antichi!) per i Lari e quindi per i propri antenati è una forma religiosa di vivere la propria umanità. Ma nella risposta di Siri, più che al concetto di religione sembra si voglia alludere a quello che potremmo individuare come l’essenza stessa della religione e cioè l’anima. Torneremmo allora proprio alle fondamenta della religione cristiana “Dio poi formò l'uomo con la polvere della terra e soffiò sul suo volto un soffio vitale, e l'uomo divenne un essere vivente” [Sant’Agostino, La Genesi, Libro 7].
Oddio! Mi sta prendendo una Scalfarite acuta! Ma mentre Scalfari parla con il Papa io parlo praticamente da solo e la mia testa non ha assolutamente lo spessore per restare indenne da questa infezione.
Torno quindi a più tenui ragionamenti. Se la differenza tra noi e Siri è avere o non avere l’anima, e se avere l’anima vuol dire avere la capacità di produrre il pensiero, vuol dire che possiamo stare tranquilli: avremo sempre la meglio noi. E questo per il semplice motivo che in realtà Siri non produce un pensiero, ma segue un algoritmo che lo indirizza verso le risposte in base alle parole che diciamo noi. Tanto è vero che ripetendo la mia “bestemmia” ho avuto risposte diverse ma che contenevano sempre parole come religione e umano. 
Quando costruivamo questionari per qualche corso di aggiornamento o sondaggio o altro, c’era sempre la diatriba per la scelta tra risposte chiuse o aperte. Le prime consentivano facilmente di elaborare statistiche (x persone hanno risposto (A), y persone (B), ecc.), mentre le risposte aperte presentavano due rischi: potevano non essere aderenti alla domanda; non essere facilmente classificabili. C’era inoltre un terzo elemento e cioè la discrezionalità di chi leggeva le risposte. La soluzione, parziale ma abbastanza efficace, era quella di chiedere di rispondere utilizzando, a scelta, alcune delle parole chiave di una lista proposta. In pratica si andava poi a contare quante volte nelle risposte era stato utilizzato, per esempio, l’aggettivo “efficace” o “inutile” ecc. Credo che quello delle parole chiave, naturalmente ad un livello molto più elaborato, sia proprio il “trucco” per far generare risposte a Siri.
Con questo posso anche spegnere la luce e andare a dormire; ho detto a Siri di svegliarmi domani mattina alle 7 e mi ha risposto “la sveglia delle 7 è stata attivata”.

Buonanotte.

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